Più pil per tutti
L’Italia è ormai ufficialmente in recessione, con un decremento del prodotto interno lordo (pil) certificato per gli ultimi due trimestri consecutivi del 2011, dello 0,2 e poi dello 0,7 per cento. Ora lo ha certificato l’Istat, ma lo si sapeva già, perché la riduzione rapida del deficit di bilancio, diminuendo la domanda, determina un’ulteriore spinta recessiva, particolarmente accentuata quando la riduzione è fatta con le imposte. Ed era evidente la stretta del credito, dovuta alle difficoltà delle banche di finanziare le imprese.

L’Italia è ormai ufficialmente in recessione, con un decremento del prodotto interno lordo (pil) certificato per gli ultimi due trimestri consecutivi del 2011, dello 0,2 e poi dello 0,7 per cento. Ora lo ha certificato l’Istat, ma lo si sapeva già, perché la riduzione rapida del deficit di bilancio, diminuendo la domanda, determina un’ulteriore spinta recessiva, particolarmente accentuata quando la riduzione è fatta con le imposte. Ed era evidente la stretta del credito, dovuta alle difficoltà delle banche di finanziare le imprese, visti i coefficienti patrimoniali ridotti dalla perdita di valore dei titoli pubblici in portafoglio e le difficoltà di provvista nel mercato monetario e troppi concorrenti nell’obbligazionario. La Bce, resasi conto del rischio recessivo europeo, è corsa ai ripari in dicembre, mediante operazioni di rifinanziamento a lungo termine, con un ritardo derivante dalle riluttanze tedesche. E l’Italia è ancor più in ritardo; ma è ancora in tempo per evitare il peggio, operando con lo strumento monetario sul lato dell’offerta, e con l’investimento azionato dalla mano pubblica sul lato della domanda globale. Con le nuove regole della Bce è possibile ottenere i finanziamenti triennali all’1 per cento anche offrendo come collaterali crediti di factoring dotati di garanzia pro soluto. E ciò dovrebbe consentire di pagare i debiti arretrati della amministrazione pubblica alle imprese tramite la loro cartolarizzazione. Inoltre le nostre banche hanno attinto ampiamente all’asta “non convenzionale” della Bce per comprare debito pubblico, il che ne ha fatto scendere gli spread e ha migliorato i loro valori patrimoniali in titoli di stato. Ma gli istituti di credito non hanno trasferito alle imprese il beneficio di questa manovra espansiva della Bce.
Per il governo tecnico il compito di far arrivare alle imprese questo credito è un must, cui non può sottrarsi. Per la promozione dell’investimento, mediante l’iniziativa privata, con un limitato supporto pubblico, ci sono tante possibilità, anche tralasciando progetti come il ponte sullo Stretto o le Olimpiadi. C’è per esempio l’iniziativa per la banda larga, ci sono le reti, le grandi opere per le quali servono procedure d’urgenza, c’è l’edilizia abitativa. Si rilegga, per una volta senza abusarne ideologicamente, il John Maynard Keynes autore di “Mezzi per la prosperità”.
Per il governo tecnico il compito di far arrivare alle imprese questo credito è un must, cui non può sottrarsi. Per la promozione dell’investimento, mediante l’iniziativa privata, con un limitato supporto pubblico, ci sono tante possibilità, anche tralasciando progetti come il ponte sullo Stretto o le Olimpiadi. C’è per esempio l’iniziativa per la banda larga, ci sono le reti, le grandi opere per le quali servono procedure d’urgenza, c’è l’edilizia abitativa. Si rilegga, per una volta senza abusarne ideologicamente, il John Maynard Keynes autore di “Mezzi per la prosperità”.